Ad inizio stagione, proprio durante il Northwave Drake Camp Out Tour 2012, abbiamo avuto la fortuna di incontrare e conoscere il team della valorosa azienda italiana, cogliendo l’occasione per scambiare due chiacchiere con tutti i riders. Nick Visconti è uno di loro, è un personaggio divenuto noto a livello internazionale grazie al suo stile di riding e alla sua personalità così particolare. E’ un tipo davvero simpatico, alla mano e sempre disponibile, sa quello che dice e sa anche quello che vuole. Tra un appuntamento e l’altro siamo riusciti a scambiare 4 chiacchiere con Nick, lo abbiamo intervistato in auto in compagnia di Nicola Agostinetto, patron dell’azienda Northwave & Drake. Durante l’intervista Nick, non ha mai distolto lo sguardo da fuori il finestrino, sembrava come incantato da quel paesaggio autunnale, ricco di colori e forme per lui forse insoliti. Nonostante questo però, sempre con lo sguardo sognatore rivolto fuori, Nick ha risposto alle mie domande con estrema passione, calma e concretezza, dimostrando tutta la sua personalità ed il suo essere. Forse un Hippie dei giorni nostri o forse un Hippie d’altri tempi, dir la verità non l’ho capito bene, ma ho capito sicuramente perché Nick oggi è considerato come uno dei personaggi più importanti della scena snowboard internazionale…
Ciao Nick, come mai ti trovi in Italia?
Ciao ragazzi, sono in Italia per il Northwave e Drake Europe Camp Out Tour, un progetto che mi ha portato insieme ad Anti Autti, Victor De Le Rue e Alvaro Vogel nelle città e nei ghiacciai più importanti della Germania, dell’Italia, della Francia, della Svizzera e dell’Austria. Matt Georges è il fotografo ufficiale del tour, sarà lui con le sue splendide immagini a documentare questa nostra divertente avventura! Inoltre durante questi giorni di tour, oltre a snowboardare incontreremo le più importanti testate giornalistiche europee, proprio come voi di Sequence Snowboarding!
Da questa stagione sei entrato ufficialmente a far parte del team Northwave & Drake. Cosa ne pensi e quali sono i prodotti che indosserai?
Ovviamente non posso far altro che essere molto felice! Il mio set up per questa stagione sarà composto dal modello di boots Freedom SL e dagli attacchi Reload. Mi piacciono, si adattano perfettamente al mio stile di riding e sono anche molto polivalenti. Sono il compromesso ideale per me, perfetti per il mio skate style e la mia passione per l’outdoor. Offrono entrambi un gran supporto pur riuscendo a mantenere un flex ideale per torsioni e press. Li uso senza alcuna difficoltà anche in powder, non deludono mai! L’idea di mercato di questa azienda italiana è per me molto azzeccata, al di là dei loro prodotti che sono veramente di alta qualità. Ho notato che la loro storia, la loro missione e la loro visione è davvero innovativa nonostante però allo stesso tempo riesca a legarsi al passato e alla storia degli snowsports. Questa per me è la prima volta che mi trovo a fare un così bella esperienza con il team al completo, ho avuto la fortuna di conoscerli tutti e devo dire che il tutto funziona alla grande. Insieme riusciamo a completare e coprire con un alto livello di riding ogni disciplina di snowboard, dal backcountry al pipe con Anti Autti, Victor De Le Rue ed Alvaro Vogel fino ad arrivare a me ed allo street riding. Inoltre proveniamo tutti da paesi differenti, chi dall’America, chi dal Nord Europa e chi dal Sud dell’Europa. Questo è molto importante, perché l’immagine dell’azienda si espande in ogni lato del pianeta.
Hai ottenuto la prima cover del Sequence Skull Diary, cosa ne pensi?
Sono molto felice, davvero! E’ un progetto innovativo, mai stato fatto prima in nessuna parte del mondo e si merita un gran successo. E’ gratificante per me, trovarsi sopra i banchi di scuola dei migliaia di studenti italiani, mi ha fatto venire la voglia di tornare a studiare! Con Sequence state facendo un ottimo lavoro, ed il fatto di comunicare a 360 gradi un’immagine dello snowboard così pulita, riuscendo a colpire una fascia di utenza ed età molto vasta vi fa davvero onore. Ad oggi molti giovani ragazzi, si rinchiudono in casa a giocare ai vari, soliti e stupidi video games o più semplicemente passando le ore di fronte al computer o alla televisione. In questo modo voi, oltre a far conoscere lo snowboard e far crescere l’utenza, siete riusciti anche a fornire una vera propria educazione ed un vero e proprio stimolo per incitare il giovane pubblico ad uscire di casa ed esplorare un nuovo mondo.
Le tue origini Siciliane e Californiane e la tua esperienza, possono sicuramente aiutarti a rispondere a questa domanda. Quale è la differenza tra lo snowboard americano e quello europeo?
Le origini, le culture, le tradizioni, le usanze e la storia dell’Europa vi hanno portato con il tempo ad avere una vera e propria storia ed un’identità piuttosto affascinante a riguardo degli snow sports, mentre per l’America lo snowboard è qualcosa di forte e potente ma alla fine è un qualcosa che si pratica e basta, non ha un passato così forte. Per voi invece lo snowboard è una parte degli sport invernali, è una parte ed una evoluzione della vostra storia e delle vostre montagne.
Generalmente durante la stagione invernale, su cosa preferisci concentrarti. Filming, contest o shooting fotografici?
Principalmente sul filming, perché la passione che ho verso lo snowboard deriva ed è composta dalla mia creatività, dal modo in cui immagino e sogno le cose. Amo farle divenire realtà, collaborare con i miei amici filmer per cercare di raggiungere al meglio ogni mio pensiero creativo. Tutto questo mi aiuta molto a crescere, capire e migliorare. Senza il filming probabilmente non sarei divenuto quello che sono oggi.
La tua fama oltre ad essersi creata grazie al tuo talento è dovuta anche dallo stile particolare che hai nell’interpretare il riding ed il modo di vestire. Credi sia importante per un rider l’apparenza?
Assolutamente si, lo style è molto molto importante. E’ la tua personale espressione, è il tuo modo di distinguersi ed avere un’identità. Inoltre avere uno stile differente ed originale aiuta molto nella resa di un’immagine fotografica quanto di un video.
Oltre allo snowboard cosa ami in particolar modo?
Amo sicuramente la mia famiglia, i miei amici, il surf, lo skate e Gesù. Ho una forte passione ed un forte sentimento verso Gesù, mi aiuta molto nelle difficoltà e mi da modo di osservare le cose da un’altra prospettiva. Per me Dio è una vera connessione tra il mio cuore e quello che faccio, sia se parliamo di snowboard che di fare la spesa, per me è energia. Ovviamente anche la mia famiglia è molto importante ed è anche numerosa! Pensa che ho 2 splendide sorelle ed un fratello rompiscatole! Loro vivono a Lake Tahoe, mentre Io sono tra San Francisco e Santa Cruz, nel Nord della California.
Ok Nick, voglio farti un’ultima domanda. Cosa è per te il senso della vita?
Il senso della vita è alzarsi al mattino con il sorriso sulla faccia, è toccare le persone e vivere le persone intorno a te, stringersi intorno alla famiglia e credere nei sogni. Abbattere muri, sperare nel cambiamento di qualcosa e cercare di far cambiare quel qualcosa. Il senso della vita, è aiutare il prossimo e non essere egoisti, è sorridere alla gente e dare sempre il buon esempio. Divertirsi, ridere, scherzare, conoscere le donne ed amarle. Ricordare, fotografare e vivere ogni momento cercando di arrabbiarsi il meno possibile, il mal umore non aiuta! Il senso della vita è anche questo, è essere intervistati da una persona come te, Enrico, è conoscere una persona come te. E’ viaggiare ed esplorare, è non fermarsi mai e sentirsi come un fiore, un fiore che ha bisogno della luce del sole per vivere e stare bene. Be positive!
Vuoi salutare o ringraziare qualcuno?
Si certo, tutti quelli che stanno leggendo questa intervista, tutti quelli che mi conoscono che la pensano come me, ed anche tutti quelli che amano quello che fanno e che lo fanno con passione. Saluto te e ti ringrazio, saluto l’Italia e la sua forte personalità. Grazie a Northwave e Drake.
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Pics: Enrico Santillo / Darcy Bacha











